Festa di S. Charbel Brescia Parrocchia del Buon Pastore 22 luglio 2018

San Charbel: il fascino e la testimonianza della Chiesa Orientale 

Anche quest’anno nella festa di S. Charbel – anticipata al 22 luglio – la chiesa parrocchiale del Buon Pastore era gremita di fedeli: la solenne concelebrazione, la novità della statua del taumaturgo libanese e il nuovo reliquiario hanno fatto da cornice al sacro rito  durante il quale si è benedetto l’incenso e l’olio, si è preghato per i malati, la pace nel mondo e per i cristiani perseguitati.

La quasi totalità dei presenti, al termine della S. Messa, ha voluto ricevere una speciale benedizione con la reliquia del Santo e un segno di croce sulla fronte con l’olio benedetto.

Al momento dell’omelia il parroco ha riproposto le parole del Santo Padre Francesco durante l’incontro di preghiera con i Patriarchi d’Oriente nella città di Bari il 7 luglio 2018: “La buona notizia di Gesù, crocifisso e risorto per amore, giunta dalle terre del Medio Oriente, ha conquistato il cuore dell’uomo lungo i secoli perché legata non ai poteri del mondo, ma alla forza inerme della croce. La fede dei semplici, tanto radicata in Medio Oriente, è sorgente da cui attingere per abbeverarci e purificarci, come avviene quando torniamo alle origini, andando pellegrini a Gerusalemme, in Terra Santa o nei santuari dell’Egitto, della Giordania, del Libano, della Siria, della Turchia e degli altri luoghi sacri di quelle regioni … I nostri cuori si mantengano uniti e rivolti al Cielo, in attesa che, come ai tempi del diluvio, torni il tenero ramoscello della speranza (cfr. Gen 8,11). E il Medio Oriente non sia più un arco di guerra teso tra i continenti, ma un’arca di pace accogliente per i popoli e le fedi. Amato Medio Oriente, si diradino da te le tenebre della guerra, del potere, della violenza, dei fanatismi, dei guadagni iniqui, dello sfruttamento, della povertà, della disuguaglianza e del mancato riconoscimento dei diritti. «Su te sia pace» (Sal 122,8).

Concludendo l’omelia don Pierantonio ha sottolineato, facendo eco alle parole del Papa, come lo “sguardo” alle Chiese d’Oriente, alla loro liturgia, alla devozione popolare di quelle comunità, alla testimonianza cristiana che in molti casi assume i tratti dell’eroicità, noi “occidentali” possiamo non solo esserne affascinati ma anche trovare uno stimolo che può aiutarci ad uscire da un certo torpore per recuperare quella vitalità che oggi in modo esemplare tanti fratelli d’oriente testimoniano con forza e coraggio.

 

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S. Charbel: la santità “orientale” che illumina tutta la chiesa

Anche quest’anno riproponiamo la festa del Libanese S. Charbel Makhluf sacerdote, eremita e taumaturgo. Alcune iniziative di solidarietà ci legano alla Chiesa Maronita libanese, con la celebrazione liturgica e nella preghiera ci sentiamo ancora più vicini a quel popolo con il quale condividiamo la devozione a questo santo monaco. Il Beato Papa Paolo VI nel giorno della sua canonizzazione il 9 ottobre 1977 disse: “Benediciamo il Signore di averci donato San Charbel Makhlouf per far rivivere le forze della Chiesa, con il suo esempio e la sua preghiera. Possa il nuovo santo continuare ad esercitare la sua influenza prodigiosa, non solo in Libano ma anche in Oriente e in tutta la Chiesa! Interceda per noi peccatori, che troppo spesso non osiamo rischiare l’esperienza delle Beatitudini che, tuttavia, portano alla gioia perfetta!”.

Programma domenica 22 luglio 2018

Nella parrocchiale del Buon Pastore Ore 18.30 S. Messa solenne concelebrata, benedizione dell’incenso, dell’olio che verrà distribuito al termine dell’Eucarestia, preghiera per gli ammalati, per la pace e bacio della Reliquia di San Charbel.

Brescia: Festa di San Charbel Yusef Makhlouf – 2017

“Il giusto fiorirà, come una palma, si alzerà come un cedro del Libano, piantato nella casa del Signore”

 

Anche quest’anno si è rinnovata la ormai tradizionale festa dell’eremita e taumaturgo San Charbel. Molte persone erano presenti alla celebrazione Eucaristica nella parrocchiale del Buon Pastore delle ore 18.30 di domenica 23 luglio (per favorire la partecipazione si è anticipato alla domenica, il giorno della memoria del Santo è infatti il 24 luglio).

Circa una decina di sacerdoti hanno concelebrato rendendo la funzione particolarmente solenne. Durante l’omelia don Pierantonio ha sottolineato come la devozione a questo Santo travalica i confini del Libano, raggiungendo diversi paesi del mondo. Hanno fatto eco le parole del Papa Paolo VI il giorno in cui beatificava il monaco Charbel durante la chiusura del concilio Vaticano II, il 5 di dicembre di 1965: “un eremita della montagna libanese è iscritto nel numero dei Venerabili… un nuovo membro di santità monastica arricchisce con il suo esempio e con la sua intercessione tutto il popolo cristiano. Egli può farci capire in un mondo affascinato per il comfort e la ricchezza, il grande valore della povertà, della penitenza e dell’ascetismo, per liberare l’anima nella sua ascensione a Dio”.

I riti della benedizione dell’incenso e dell’olio con formule della liturgia Maronita ci hanno fatto respirare la spiritualità delle Chiese sorelle dell’oriente che sempre di più testimoniano la fedeltà al vangelo in contesti particolarmente difficili.