Benedizione della Statua di S. Charbel Brescia 18.11.18

Domenica 18 novembre 2018 nella parrocchiale del Buon Pastore in Brescia , S.E. Mons. Vigilio Mario Olmi, Vescovo ausiliare emerito di Brescia, ha benedetto la Statua di S. Charbel.

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Festa di S. Charbel Brescia Parrocchia del Buon Pastore 22 luglio 2018

San Charbel: il fascino e la testimonianza della Chiesa Orientale 

Anche quest’anno nella festa di S. Charbel – anticipata al 22 luglio – la chiesa parrocchiale del Buon Pastore era gremita di fedeli: la solenne concelebrazione, la novità della statua del taumaturgo libanese e il nuovo reliquiario hanno fatto da cornice al sacro rito  durante il quale si è benedetto l’incenso e l’olio, si è preghato per i malati, la pace nel mondo e per i cristiani perseguitati.

La quasi totalità dei presenti, al termine della S. Messa, ha voluto ricevere una speciale benedizione con la reliquia del Santo e un segno di croce sulla fronte con l’olio benedetto.

Al momento dell’omelia il parroco ha riproposto le parole del Santo Padre Francesco durante l’incontro di preghiera con i Patriarchi d’Oriente nella città di Bari il 7 luglio 2018: “La buona notizia di Gesù, crocifisso e risorto per amore, giunta dalle terre del Medio Oriente, ha conquistato il cuore dell’uomo lungo i secoli perché legata non ai poteri del mondo, ma alla forza inerme della croce. La fede dei semplici, tanto radicata in Medio Oriente, è sorgente da cui attingere per abbeverarci e purificarci, come avviene quando torniamo alle origini, andando pellegrini a Gerusalemme, in Terra Santa o nei santuari dell’Egitto, della Giordania, del Libano, della Siria, della Turchia e degli altri luoghi sacri di quelle regioni … I nostri cuori si mantengano uniti e rivolti al Cielo, in attesa che, come ai tempi del diluvio, torni il tenero ramoscello della speranza (cfr. Gen 8,11). E il Medio Oriente non sia più un arco di guerra teso tra i continenti, ma un’arca di pace accogliente per i popoli e le fedi. Amato Medio Oriente, si diradino da te le tenebre della guerra, del potere, della violenza, dei fanatismi, dei guadagni iniqui, dello sfruttamento, della povertà, della disuguaglianza e del mancato riconoscimento dei diritti. «Su te sia pace» (Sal 122,8).

Concludendo l’omelia don Pierantonio ha sottolineato, facendo eco alle parole del Papa, come lo “sguardo” alle Chiese d’Oriente, alla loro liturgia, alla devozione popolare di quelle comunità, alla testimonianza cristiana che in molti casi assume i tratti dell’eroicità, noi “occidentali” possiamo non solo esserne affascinati ma anche trovare uno stimolo che può aiutarci ad uscire da un certo torpore per recuperare quella vitalità che oggi in modo esemplare tanti fratelli d’oriente testimoniano con forza e coraggio.